Il 14 luglio 2026, oltre 200 Premi Nobel, ex capi di Stato, rappresentanti universitari ed esperti si sono riuniti tra i pini e gli uliveti dei giardini pontifici di Castel Gandolfo per riflettere su alcune delle più grandi sfide del nostro mondo: l'intelligenza artificiale e la guerra nucleare.
È stato il primo giorno dell'Assemblea Globale dei Premi Nobel su Intelligenza Artificiale e Guerra Nucleare, in programma fino al 16 luglio e ispirata all'enciclica di Papa Leone XIV Magnifica Humanitas, sulla salvaguardia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale.
L'Assemblea - organizzata dalla Domus Communis Foundation, il cui Presidente, il Cardinale Silvano Maria Tomasi, ha preso parte all'evento - è culminata nella firma della Dichiarazione di Roma per una pace disarmata e disarmante nell'era dell'intelligenza artificiale e delle armi nucleari e autonome. Ha delineato principi guida per la governance dell'IA incentrati su cooperazione, dignità umana, sviluppo integrale e pace.
Principi condivisi per un momento fragile
"Ci riuniamo in un momento storico segnato da tensioni geopolitiche sempre più profonde, dalla frammentazione dell'ordine internazionale e da una competizione tecnologica in intensificazione," ha detto il Cardinale Fabio Baggio nel suo intervento introduttivo, sottolineando l'importanza di promuovere il dialogo tra ambiti diversi. "In un'epoca in cui il ritmo dell'innovazione supera spesso quello della riflessione, il mondo ha bisogno di principi condivisi capaci di guidare il progresso verso fini autenticamente umani."
"Questa Assemblea non si riunisce semplicemente per analizzare i rischi," ha sottolineato il Cardinale Silvano Maria Tomasi, Presidente della Domus Communis Foundation. "Si riunisce per rinnovare la speranza, per dimostrare che il dialogo resta possibile, che la saggezza può ancora accompagnare la conoscenza, che l'umanità non ha perso la capacità di governare il proprio futuro."
"Possano le generazioni future dire che, in un momento in cui l'umanità possedeva un potere senza precedenti sul proprio destino, donne e uomini di coscienza hanno scelto la cooperazione anziché il confronto, il dialogo anziché la paura, la speranza anziché la rassegnazione," ha aggiunto.
La necessità di governare l'IA
La sessione inaugurale si è incentrata sul tema "Magnifica Humanitas per il futuro della nostra casa comune," aprendo con un intervento del Cardinale Ángel Fernández Artime, che ha offerto una panoramica dell'enciclica di Papa Leone XIV.
Juan Manuel Santos, Premio Nobel per la Pace ed ex presidente della Colombia, ha accolto l'appello dell'enciclica a disarmare l'IA, osservando che "è solo agendo in uno spirito simile che possiamo sperare di affrontare tutte le minacce esistenziali che l'umanità ha di fronte." Ha avvertito che "senza una governance efficace, sarà difficile, impossibile, garantire che l'IA diventi una forza per il bene guidata dalla dignità umana, dalla responsabilità e dallo stato di diritto."
Il Professor Muhammad Yunus, Premio Nobel per la Pace e Chief Adviser emerito del Bangladesh, ha riflettuto su come stiamo vivendo la fine di una civiltà e l'inizio della successiva, sottolineando l'importanza di coinvolgere i giovani nel plasmare il futuro del mondo.
Tra gli altri relatori della sessione inaugurale: la Dott.ssa Agnès Callamard, Segretaria Generale di Amnesty International; il Dott. Amir Banifatemi, fondatore e membro del consiglio della International Association for Safe and Ethical AI; il Professor James Muller, co-fondatore di International Physicians for the Prevention of Nuclear War; la Professoressa Karen Hallberg, Segretaria Generale delle Pugwash Conferences; e il Professor David Gross, Premio Nobel per la Fisica.
Un dialogo di tre giorni
Le sessioni di discussione hanno affrontato temi come "La fragilità della famiglia umana nell'era nucleare," "La tecnologia al servizio dell'umanità" e "Le sfide morali dell'IA e della guerra," oltre a ciò che accade quando l'IA sfugge al controllo umano.
Il resto della giornata è stato segnato dagli interventi di Maria Ressa, Premio Nobel per la Pace e co-fondatrice e CEO di Rappler, insieme a ricercatori di Anthropic e DeepMind, che hanno offerto prospettive diverse sui temi trattati.
I primi due giorni dell'Assemblea si sono svolti al Borgo Laudato Si' nei giardini pontifici di Castel Gandolfo, mentre la terza e ultima giornata si è tenuta al Campidoglio, sede del Comune di Roma.
La Dichiarazione di Roma
Nella giornata conclusiva, il 16 luglio, l'Assemblea si è chiusa al Campidoglio di Roma con la firma della Dichiarazione di Roma per una pace disarmata e disarmante nell'era dell'intelligenza artificiale e delle armi nucleari e autonome.
Firmata da Premi Nobel e da rappresentanti di organizzazioni insignite del Premio Nobel per la Pace, la Dichiarazione ha segnato il culmine di tre giorni di dialogo, delineando principi guida condivisi per la governance dell'intelligenza artificiale al servizio della cooperazione, della dignità umana, dello sviluppo integrale e della pace.